9 ottobre 2015

Riflessioni strampalate sull'arte di scrivere racconti

Qualche tempo fa, parlando di cambiamenti, vi avevo detto che ero entrata a far parte di un circolo di lettura e che questa esperienza mi avrebbe portato a leggere molti libri. In effetti, in questoi ultimo periodo, ho letto molto. Alcuni libri mik sopno piaciuti di più, altri non mi sono piaciuti affatto.


Poi è arrivato il turno del libro che mi ha fatto riflettere "A pesca nelle pozze più profonde" di Paolo Cognetti".


Io non so pescare, non ho mai preso un pesce in vita mia. allora perchè mi ha colpito così tanto questo libro?

Ora vi svelo il sottotitolo, così magari è più chiaro l'argomento di questo libro "meditazioni sull'arte di scrivere racconti".
Questo è un libro che parla di racconti. Il pescatore, in realtà, è lo scrittore che non va a pesca di pesci ma di strorie. E' una metafora che a me piace molto. Per pescare bisogna essere pazienti, bisogna aspettare che il pesce abbocchi.

Cognetti, poi, sposta l'attenzione dal pescatore al pesce: dallo scrittorre alla storia al racconto. Il racconto è l'istantanea di un momento, è senza inizio e senza fine, è una finestra sulla casa di qualcunaltro senza prima e senza dopo.

E io non ho potuto non pensare a questa casa (come l'ho chiamata il primo giorno in cui il Lupo è passato di qua) e alle storie che contiene e che piano piano stanno cominciando a prendere forma.

Lo so che noi cinque (sì in questa casa ci sono cinque stanze e io ne sono veramente felice) non siamo scrittori affermati, non verremo ricordati nei manuali di letteratura, però usiamo le parole per raccontare, per raccontarci e cerchiamo di farlo nel migliore dei modi possibili.

E poi, mentre leggevo questo libro sono incappata nell'iniziativa di Patricia "Insieme Raccontiamo" e ho deciso di scrivere anche io il finale del suo racconto, della sua istantanea: una bella sfida finire il racconto cominciato da un'altra persona.

Patricia qualche giorno fa ha messo insieme i racconti, uno dietro l'altro in un unico post,di tutti i cantastorie che hanno voluto partecipare.

Ora non vedo l'ora che arrivi il 20 ottobre per scoprire l'inizio di una nuova storia e per andare a pesca del suo finale.

5 commenti:

  1. Bellissima la metafora del pescatore. Mi piace.
    Questo blog, forse, assomiglia più ad un condominio.
    Tutti noi con vite diverse, in città diverse, con situazioni diverse.
    Andiamo, veniamo, portiamo avanti i nostri percorsi.
    "Buongiorno", "buonasera" in ascensore o sulle scale.
    Forse non siamo neppure destinati ad incrociarci
    Oppure arriverà il momento "Perché non viene a prendere un caffè?".
    Magari, chissà.
    Può essere anche che, un giorno, arrivino nuovi vicini di casa?
    Perché no?

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    1. Principessa è vero, il condominio rende meglio l'idea. Il portono è sempre aperto e i vicini di casa saranno sempre benvenuti.

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  2. Ciao carissima!
    Concordo! La metafora del pescatore è stupenda ma è anche molto azzeccata. In fondo chi scrive, anche noi che scrittori non siamo e lo facciamo per diletto o sfogo, siamo lì, sulla ipotetica riva del fiume, con una ipotetica canna da pesca in mano e speriamo di fare un buon bottino. Se no sono trote o salmoni da cucinare ma parole e frasi da comporre una storia è uguale. E' comunque sempre una ricetta che spriamo sia azzecata.
    L'importante è prepararla.
    Ciao Margherita.Buon pomeriggio!

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    1. Ciao Patrici, hai ragione. Sto prepoarando il finale per il tuo secondo racconto...spero di pubblicarlo in serata. Baci

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  3. Ciao, complimenti per il blog molto carino. Sono tua nuova follower se ti va di passare sei la benvenuta....
    www.foodandbeautypassion

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